lunedì, 06 aprile 2009

Carlo Felice: dipendenti in sciopero della fame

Solo i regressisti di La Repubblica potevano stupirsi per la forza dell’attacco condotto dallo scrittore Alessandro Baricco contro i mille sultanati italiani dei teatri, del cinema e del pop businness. Dopo di che è cominciata la delegittimazione del messaggio e dello scrittore, tra blog oltranzisti e politici malapartisti. Che l’allarme fosse fondato lo dimostra però ogni giorno il Teatro lirico Carlo Felice di Genova, consegnato alla città quindici anni fa appena, bello e tronfio sotto il profilo dell’apparenza architettonica, ma mai risorto per quanto riguarda il management e la sua missione sociale ed artistica. In realtà è sempre rimasto un rudere, incapace di gestire il rilancio della musica nella città di Paganini.
 Il Grande Nulla edile è servito solo a distribuire e consolidare potere e posti di lavoro. Il risultato è stato un continuo dissanguamento delle finanze comunali, appena temperato da successivi  finanziamenti, ottenuti con nuove tasse imposte agli incolpevoli cittadini. I sindacati hanno peggiorato le cose per gli stessi incolpevoli, dequalificati e sottopagati orchestrali… Ieri i dipendenti hanno addirittura organizzato uno sciopero della fame, allo scopo di “sensibilizzare la politica” (bella roba! Non era meglio invece avere come obiettivo quello di allontanare la cattiva politica?). Ma la maggiore paura è quella della liquidazione coatta, cioè il fallimento. I dipendenti del Carlo Felice sono ben trecento i dipendenti, e questo numero, così alto, la dice già lunga e fa pensare a una situazione bassoliniana, inevitabilmente destinata al disastro. Da ieri digiunano in un camper posteggiato in piazza De Ferrari due musicisti e un tecnico. Altri musicisti hanno eseguito musiche in piazza. Se nulla succederà ci saranno cortei, altri concerti gratuiti in piazza, e poi si arriverà all’occupazione del Teatro. A luglio il Carlo Felice ha dovuto ottemperare a una sentenza in favore di ex dipendenti, che è costata ben 4 milioni di euro. Si tratta di un fondo pensionistico fallito nel 2004, i cui capitali dovrebbero in realtà tornare anche nelle tasche di tutti gli altri dipendenti. Lunedi 6 aprile i parlamentari e gli amministratori e consiglieri locali del PDL terranno una conferenza stampa su questo problema, nella sede della Regione in via Fieschi. Il Pdl ligure e genovese vuole far valere nuove proposte per risolvere un problema che appare sempre più irrisolvibile, a meno che non si esca per sempre dall’ottica perdente del fondo perduto.
Articolo pubblicato da L'Opinione del 4 aprile.
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categorie: cultura, politica, regione
domenica, 22 marzo 2009

Che Guevara jr a Sestri Levante

Come mai siamo diventati sede della rievocazione di un liberticida? ? Per carità, tutti hanno diritto di parola, ma qui a Sestri nessuno ancora riesce a dire ai giovani qual è la verità su Guevara, così passano ancora soltanto i soliti Gloria! Si potrà dire pubblicamente anche l’altra versione della storia?

Dal Corriere della Sera
SESTRI LEVANTE (Genova) - Comincia domani dal circolo Virgola di Sestri Levante il tour ligure di Camillo Guevara March, figlio minore del leggendario comandante rivoluzionario Ernesto Che Guevara, ospite dell'Associazione di amicizia Italia-Cuba nell'ambito delle iniziative nazionali legate all'anniversario della Rivoluzione cubana. Le serie di dibattiti e incontri col pubblico proseguira' martedi' a Borzonasca, mercoledi' a Cogorno e Chiavari, per concludersi giovedi' all'universita' di Genova (Agr).

CHI ERA CHE GUEVARA?
Nel 1960 il “pacifista” Guevara istituisce un “campo di concentramento” sulla penisola di Guanaha dove trovano la morte oltre 50.000 persone “colpevoli” soltanto di non condividere i suoi ideali di “pace” e “fratellanza”! Ma non sarà il solo campo; altri ne sorgeranno, come a Santiago di Las Vegas dove c’è il campo di Arco Iris, come il campo di Nueva Vida nel sud-est dell’isola, come il campo di Capitolo nella zona di Palos, quest’ultimo è un campo speciale per bambini sotto i dieci anni! Se una persona si era resa colpevole di un reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia! La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le solo mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazioni o torture indicibili!

Successivamente gli fu conferito l’incarico di Ministro dell’Industria e presidente del Banco Nacional, la Banca Centrale di Cuba. Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo “modello sovietico”! Elogia l’odio per la proprietà e per lo “sporco” denaro, ma sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a L’Avana!
Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista! Pratica sport impensabili per l’economia di Cuba, sia allora che oggi! La vita “comoda” e l’ozio ammorbidiscono il guerrigliero “Che” Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra una festa e le gare di tiro al volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d’altura.

Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia nel mondo. Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Cabila, un marxista, un grande sterminatore di popolazioni civili! Il suo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta nel 1967 in Bolivia dove si allea con il Partito Comunista Boliviano, ma non riceve alcun appoggio dalla popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri. Isolato e braccato, Ernesto “Che” Guevara fu catturato dai miliziani boliviani e giustiziato il 9 ottobre 1967.

Di tutto quest’orrore sopra descritto non si è mai saputo niente d’ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano del 1980! Milioni di cubani si riversarono nella locale ambasciata del Perù chiedendo asilo politico per la vita durissima imposta loro dal Regime Dittatoriale Comunista. Fidel Castro concesse a solo 125.000 persone il permesso di lasciare l’isola; fu concesso l’asilo politico agli internati dei manicomi criminali, ai peggiori individui, ai mutilati, ai delinquenti comuni, ai poveri senza fissa dimora, ai barboni, a gente che Castro non considerava esseri umani e a cui diceva di interessarsi poco! Castro approfittò della situazione per liberarsi definitivamente da questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanta odiata America. LINK

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Quando Eutimio Guerra venne accusato di aver venduto delle informazioni, il Che gli sparò in testa: "Ho risolto il problema con una calibro 32, nella parte destra del cervello... Ciò che apparteneva a lui ora era mio". E quando Fidel Castro gli affidò la direzione del carcere di La Cabaña, Ernesto Guevara non lo deluse: dopo processi sommari, in cui la sentenza era automaticamente confermata in appello, i detenuti venivano fucilati. Anche sette a notte. Javier Arzuaga, cappellano del carcere, ex prete cattolico, ricorda così la sua esperienza: "C’erano circa ottocento prigionieri in uno spazio capace di contenerne non più di trecento: ex militari e poliziotti dell’era di Batista, giornalisti, qualche uomo d’affari e alcuni commercianti. Il tribunale rivoluzionario era formato da uomini delle milizie. Che Guevara presiedeva la Corte d’appello. Non ha mai annullato una sentenza. Visitavo il braccio della morte nella Galera de la muerte. Si sparse la voce che ipnotizzavo i prigionieri perché molti restavano calmi, così il Che diede l’ordine che fossi presente alle esecuzioni. Dopo la mia partenza in maggio furono eseguite ancora molte sentenze, io vidi 55 esecuzioni. C’era un americano, Herman Marks, evidentemente un ex carcerato. Lo chiamavamo "il macellaio" perché provava piacere a dare l’ordine di sparare. Difesi davanti al Che la causa di numerosi prigionieri. Ricordo in particolare il caso di un ragazzo, Ariel Lima. Il Che non si smosse. Né cambiò idea Fidel, al quale feci visita. Rimasi così sconvolto che alla fine del mese di maggio 1959 mi fu ordinato di lasciare la parrocchia di Casa Blanca, dove si trovava La Cabaña e dove avevo celebrato la messa per tre anni. Andai a curarmi in Messico. Il giorno che partii, il Che mi disse che ciascuno di noi aveva tentato di portare l’altro dalla propria parte, invano. Le sue ultime parole furono: "Quando ci toglieremo le maschere, ci ritroveremo nemici".
SEGUE LINK

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Da anni, il progetto Cuba Archive sta facendo il conto delle vittime della rivoluzione cubana, per le quali esista conferma da parte di almeno due fonti indipendenti e alle quali sia possibile attribuire un nome. Alla voce “
Vittime di Che Guevara in Cuba” appaiono oltre duecento esecuzioni. Quattordici nemici, o presunti tali, furono eliminati dal comandante, direttamente o su suo ordine, in Sierra Maestra, durante la guerriglia contro gli uomini di Fulgencio Batista, tra il 1957 e il 1958. Dal 1 al 3 gennaio del 1959, appena catturata la cittadina di Santa Clara, mandò a morte altre 23 persone. Ma il grosso del sangue il futuro idolo dei pacifisti lo versò in qualità di comandante della Cabaña, la fortezza dell’Havana adibita a prigione. Tra il 3 gennaio e il 26 novembre del 1959 sono attribuite a Guevara ben 164 esecuzioni. Vista la metodologia dell’indagine, si tratta di numeri necessariamente approssimati per difetto: altre fonti parlano di almeno quattrocento uccisioni solo nel carcere dell’Havana. LINK

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Su Cuba non si possono tacere certi orrori. Senza dimenticare quanto di tremendo scrive il dissidente Armando Valladares, ripropongo alcuni dati: " E’ quasi impossibile sulla rete trovare dati sui massacri compiuti nei cinquant’anni di “liberazione”. Nel 2008, anno della svolta democratica immaginata dai Candide europei, ultimi zeloti dell’Altro Mondo possibile, almeno 67 dissidenti sono stati incarcerati o giudicati per motivi politici. Quasi tutti –scrive Cubaencuentro- hanno subìto pesanti condanne, come conferma il Consejo de Relatores sui Diritti umani di Cuba, guidato da Margarito Broche Espinosa, membro del Gruppo dei 75, il quale aggiunge, che più di 1400 persone sono state fermate per motivi politici”. Secondo la stessa organizzazione, 71 carcerati comuni sono morti in 21 prigioni di Cuba nel 2008. In tutto la “Isola Felice” conta più di 200 carceri, anche se i “progressisti” parlano solo di Guantanamo. A febbraio 5 prigionieri politici, malati, sono stati costretti a scegliere tra il carcere o l’esilio perpetuo in Spagna. Altri nove sono rimasti senza nemmeno questa opzione. Forse il governo di Lula –così brillante nella difesa dei perseguitati politici- potrebbe prendersi a cuore la causa dei dissidenti cubani? Forse Il Corriere della Sera e La Repubblica potrebbero ricordarsi dei 25 giornalisti indipendenti che sono incarcerati a Cuba (4 di loro sono molto malati). La allegra revoluciòn continua a perpetrare centinaia di atti repressivi contro la stampa, col blocco dell’accesso a internet, spionaggio telefonico, minacce di morte, limitazione negli spostamenti etc. Cuba Libre? Ce la continuiamo a bere, in Italia, e già ci immaginiamo cosa succederà, all’indomani della morte ufficiale di Castro".

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categorie: politica, giustizia, illibertĂ 
sabato, 21 marzo 2009

Sestri Levante e i proverbi

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare... e Sestri levante, di mari, ne ha due.
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categorie: cultura
mercoledì, 04 marzo 2009

Segnalazioni

Questo articolo sui giovani e le iniziative in città per la didattica:
 
Il volantino distribuito a Sestri (Gianteo, un poco più di testo, no? La gente, se non paga, vuole leggere, sapere, capire…):
http://gianteobordero.blogspot.com/2009/03/il-bilancio-comunale-2009-di-sestri.html
 
Non siamo talebani: la nuova sistemazione del traffico in piazza Sant’Antonio migliora un poco la situazione che c’era, e lo diciamo, senza problemi.
 
Quest’altro articolo (su L’Opinione di oggi):
Ho descritto ieri su questo giornale la crisi politica delle sinistre europee, incapaci di gestire l’immigrazione. La sinistra di fatto abbandona le popolazioni al proprio destino e finisce per favorire la costituzione di migliaia di “islamtown”, che diventano un corpo separato, dotato di regole proprie. Come succede negli stadi di calcio italiani… Questo fenomeno diventa delicato nelle zone dove è più forte il potere post comunista, come avviene nella Genova della sindaca Marta Vincenzi. Ma proseguire nella linea del “multiculturalismo”, contro l’integrazione secondo regole liberali, significa spingere i movimenti identitari verso posizioni pericolose. Mentre scriviamo è ancora in corso il consiglio comunale dedicato alla costruzione della moschea nel quartiere di Lagaccio. Si richiedeva un referendum e il senatore Musso (con altri del Pdl) si era espresso a favore dell’opera, ma con un taglio diverso da quello diessino. Invece la giunta, che pure sta ridicolizzando il sistema dei trasporti, con ritardi e inconsistenze sulla realizzazione delle bretelle autostradali, qui procede spedita.
Ma arrivano reazioni, pesanti. Centinaia di persone si sono presentate all’ingresso di palazzo Tursi, per presenziare al consiglio comunale dedicato alla costruzione della moschea. I vigili urbani hanno faticato a controllare la folla che non è riuscita a entrare. Sono stati esposti striscioni e cartelli, mentre i manifestanti richiedevano lo spostamento in una sede più grande. Lanci di pomodori e grida hanno interrotto la seduta. Forse si potevano far costruire anche due moschee, più piccole e in zone diverse, a patto di fissare dei precisi criteri per evitare che queste diventino, non già sede religiosa, ma sede politica integralista o peggio...
 
Più positiva la notizia della costruzione di una Portofino in copia perfetta a Dubai. In Arabia crescono le città-giardino, o Common interest developments (Cid). Queste città utopiche sono state ipotizzate da Ebenezer Howard in epoca pre-Crisi. In Arabia è pronta la King Abdullah Economic city. A Dubai tutti hanno negli occhi le Palm Islands, isole artificiali a forma di palma, con palazzi di lusso. Adesso arriva il progetto di Manea Bin Hasher Al Maktoum, sceicco di Dubai, che vuole realizzare un clone di Portofino, abitato da 35.000 abitanti, in un Cid denominato The world. Dopo Blade Runner, è il turno delle città a essere clonate… Ma la notizia è positiva: arriveranno posti di lavoro invernali per le imprese e i lavoratori liguri che vorranno trasferirsi negli Emirati Arabi. Vicino a Portofino-Dubai ci sarà anche una Saint Tropez. Tutto sarà perfettamente ricostruito, pietra su pietra, inclusi porticciolo e  promontorio. A fianco della chiesa di San Giorgio ci sarà una moschea. Intanto il marchio PortofinoMare sta per rilanciare il borgo dorato in tutto il mondo… Portofino è già stata clonata in almeno due parti degli USA. Si spera che l’originale non venga mai superato.
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categorie: cultura, amministrazione
martedì, 03 marzo 2009

La fine di Sant'Anna, in un posteggio

E’ arrivato l’Ok della Cassa depositi e prestiti per finanziare lo scempio del posteggio sul mare, a Sant’Anna.
Al di là dell’estetica, dell’inutilità, della dannosità per il turismo (le “piscine” sono state sostituite da un parcheggio), saranno soldi buttati al vento. Infatti il parcheggio si trova nel luogo di ponente più esposto alle mareggiate da maestrale, libeccio etc. Non dovrebbe durare più di qualche anno: chi andrà a comprarsi un park in quel punto, visto che ci sopno difficoltà anche per quelli della stazione e per quelli –orribili e in stile Mirafiori (che bel biglietto di ingresso alla città!), vicino al lotto FIT1.
In arrivo anche un altro orrore in Val di Canepa, al posto di un angolo ancora paradisiaco, con orti e verde…
Ma non conoscono, nell’amministrazione, la parola SILOS? Un silos unico, al posto della Mirafiori a fianco dell’Itis, e senza permettere altre cementificazioni in via Val di Canepa, avrebbe risolto il problema, in senso pratico e in senso estetico. Rafforzare i posteggi nella stazione poteva evitarci lo scempio di Sant’Anna, invece…
 
Tutto inutile. Peccato che l’opposizione non si sia impegnata abbastanza in questa battaglia di civiltà e decenza. Forse una raccolta di firme poteva bloccare Sant’Anna e questa folle idea di sostituire il mussoliniano Un posto al sole con Un posteggio sotto sale.
Arrivano troppo tardi le dichiarazioni di Bordero, Squeri e Gueglio. Non servono dichiarazioni fuori tempo massimo, cari amici. La prossima volta (speriamo che non ce ne siano altre), servono azioni concrete, da intraprendere appena le opere vengono annunciate.
A proposito di scempi: una voce non confermata sostiene che la gestione del cinema-teatro-nulla ex Conchiglia andrà a Terramare.
sestri varie 041
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categorie: turismo, traffico, spiagge santanna, disurbanistica
venerdì, 27 febbraio 2009

Intervista al coordinatore regionale di F.I.

Michele Scandroglio ricopre un ruolo importante nella Liguria che domani sceglierà i suoi candidati per le elezioni del prossimo giugno. E’ membro delle Commissioni Difesa e Lavoro nella Camera dei deputati, ed è coordinatore regionale di Forza Italia. Siamo alla vigilia degli Stati Generali che sanciranno la nascita del PdL, mentre la regione resta bloccata da una crisi economica e politica.
 
Il vertice italo-francese di Roma ha sancito un accordo strategico: le due nazioni metteranno insieme il loro know how nel settore nucleare, e ciò potrebbe restituire a Genova una parte del suo splendore economico, se l’Ansaldo nucleare riuscirà a imporsi…
Il ruolo di Genova è centrale: è la città italiana col più alto numero di aziende legate alla tecnologia nucleare, e ospiterà una larga parte della nostra ricerca scientifica, attraverso l’Istituto italiano di Tecnologia. Credo che a Genova crescerà anche l’imprenditoria legata alle fonti rinnovabili. Indubbiamente la crisi finanziaria ha reso difficile il collocamento delle azioni di Ansaldo Energia, tuttavia l’azienda risponde all’esigenza del governo di finanziare le imprese ad alta tecnologia. Credo perciò che potrà godere di un canale privilegiato e scendere in campo per la competizione nel mercato globale dell’energia, in compagnia di Enel ed Edf. E’ finito un periodo di clausura, nel corso del quale Ansaldo, con Westinghouse, ha potuto operare solo in pochi mercati esteri.
 
Passando alla politica, quali sono i termini del suo alt a Monteleone?
Niente di personale. La questione nasce dal fatto che Monteleone, per poter collaborare con il PdL, dovrebbe prima dimettersi dall’incarico di vicepresidente del Consiglio regionale, dove finora ha governato con Rifondazione e uno schieramento fortemente orientato a sinistra. Per quanto riguarda l’Udc gli accordi vanno valutati a fondo, se non si vuole perdere il consenso dell’elettorato, soprattutto per quanto riguarda le europee.
 
Come mai si è arrivati a uno stop ai finanziamenti per le pensioni da amianto?
Su questo problema la Giunta regionale sta speculando molto. In realtà in parlamento abbiamo votato all’unanimità una mozione che dovrebbe sanare la situazione e garantire le pensioni dei lavoratori. Confido nelle rassicurazioni fornite dal ministro Sacconi.
 
Da alcune parti si richiede la convocazione di una conferenza nazionale sulla Fincantieri, visto che la crisi perdura.
Per quanto so Fincantieri ha commesse che dovrebbero coprire tutto il periodo critico. In linea generale la filosofia del governo è aiutare chi fa innovazione. E’ questo aspetto a determinare i finanziamenti: se il denaro invece deve servire solo a tappare i buchi, la questione è diversa, perché non vogliamo fare gli errori di altri governi, incluso quello americano.
 
Le infrastrutture restano l’enorme nota dolente della Liguria. Ora tocca alla bretella autostradale di ponente…
Se la “gronda” di ponente è ancora una pia idea, tutto ciò va addebitato alla Regione e alla sindaca Vincenzi. Non si capisce poi come mai la Società autostrade incassi dai cittadini una maggiorazione per un’opera che non c’è, mentre invece si tratta di un’infrastruttura importante per tutto il nord Italia, non solo per la Liguria. Tutto resta bloccato dal nullismo, prima ancora che dalle polemiche, dai verdi, dal tracciato. Per quanto riguarda la “gronda” di Levante (tra Chiavari e Genova), il governo Berlusconi la inserì tra le opere di interesse nazionale, con priorità assoluta, ma la Giunta Burlando, quand’era il momento di partire, la tolse dalle priorità. Poi ci fu l’intervento dell’ex ministro Di Pietro, che bloccò il Terzo Valico. Il risultato è che la Liguria –quanto a strade e ferrovie- sta peggio adesso che nel periodo napoleonico.
 
Cosa succederà domani a Varazze?
Gli Stati generali del Pdl saranno allargati alla Lega. Ci sarà il ministro Scajola e sarà un’occasione per rivedere i princìpi che ispirano la nostra proposta agli elettori: etica di governo, innovazione, sviluppo del libero mercato. Sabato sera ci saranno anche i nomi dei nostri candidati.
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categorie: politica
martedì, 24 febbraio 2009

Col Sestante per la cometa verde

Stasera, dalle 20:30, l'associazione astronomica Il Sestante offrirà a tutti gratuitamente la possibilità di vedere la cometa verde con adeguati cannocchiali, sulle terrazze dell'ex convento della Nunziata. E' uno spettacolo da non perdere. QUI altre info.

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categorie: cultura

Nichi Vendola sulla cocaina e gli operai

Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, nei giorni scorsi ha visitato Genova per presentare il suo nuovo movimento RPS (Rifondazione per la Sinistra), dopo la recente scissione da Rifondazione comunista, capeggiata da Ferrero. Vendola, parlando ai portuali ha fatto il grave errore di dire che “gli operai oggi pensano più alla cocaina che alla FIOM”. Da “sinistra” lo hanno attaccato: “In una città industriale colpita dai licenziamenti e dalla cassa integrazione questo è il messaggio che il leader di una sinistra “moderna e non ideologica” è venuto a portare ai lavoratori genovesi?”.  E’ vero che già negli anni ‘70 Lotta Continua scriveva “Spacciatori attenti, vi spaccheremo i denti”. Ma allora la società e la sinistra erano molto diverse. Si pensi agli slogan femministi, oggi ripresi da Borghezio: “Contro la violenza alle donne castrazione”.
Certamente Vendola doveva motivare la sua battuta, che ha un fondo di verità. In questo modo invece è stato attaccato anche dal consigliere regionale Matteo Rosso (PDL), il quale ha dichiarato che Vendola “dovrebbe chiedere scusa ai portuali di Genova”.
Vendola non ha spiegato che la sua battuta si basa su un’inchiesta di Loris Campetti, pubblicata da Il Manifesto nel maggio 2008. L’inchiesta era alquanto imbarazzante, anche se limitata alla Val di Sangro e in Basilicata. La situazione a Genova tocca di più i giovani e la polizia, visto lo scandalo recente su una decina di poliziotti cocainomani, ma forse di fabbriche qui non si occupa più nessuno. Altrove la percentuale di operai che si drogano risulta del 50%...
Il punto è che a sinistra “spiegano” il disastro come un prodotto del senso di frustazione degli operai. Ciò è vero in parte, ma non si può trascurare che nella Sevel di Val di Sambro (6500 dipendenti) gli operai, oltre che consumatori, sono anche spacciatori, e non si vendono soltanto droghe, ma di tutto: pezzi di auto o utensili che arrivano da Napoli. C’è chi si è comprato casa in un anno con i traffici. C’è chi si fa in catena di mnontaggio, c’è chi sniffa per fare bella figura con la moglie. Lo spaccio in fabbrica aumenta considerevolmente il venerdi e prima delle vacanze. E’ un fenomeno endemico, non legato soltanto agli operai, ma alla condizione giovanile. E’ un fenomeno per il quale non servono interventi burocratici o da parte dello Stato, ma serve soprattutto una efficace battaglia culturale. Purtroppo la sinistra in questi anni ha limitato il discorso alla “non punibilità”, col che si è lavata le mani dalla questione. In realtà non si tratta di reprimere o rendere lecite le droghe, ma di cominciare a dire ai giovani che la cocaina è un disvalore. Sperando che, almeno a Genova, non sia troppo tardi.
Su L'Opinione di oggi.
Qui l'articolo in PDF.
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categorie: politica, liberalismo, regione
venerdì, 20 febbraio 2009

Informazioni varie: dati sul turismo, gronde etc.

Informazioni
- Oggi la sede della Fondazione Mediaterraneo è aperta ai cittadini. Si può entrare e chiedere ragione delle scelte effettuate, verificare i bilanci etc.
- Il 27 febbraio, a Chiavari, alla performance dei sindaci del Tigullio, alle 20 davanti al Cantero, ci sarà una performance alternativa, organizzata dal Premio lastra.
- Voci contrastanti nel centrodestra sull'aumento delle tasse per i balneari. A Sestri si ipotizza, a Genova Plinio propone misure di tutela. La dicotomia è forse dovuta al fatto che a Sestri le tariffe sono più basse che a Rapallo o altrove.
- Per alcuni dati sul turismo (non cattivi), sulla "Gronda" e altro leggere qui di seguito questo mio articolo, pubblicato oggi su L'Opinione.

Ieri si è aperta a Milano la Borsa Internazionale del Turismo –BIT-, evento dedicato alla prima fonte di reddito per l’economia ligure. All’inaugurazione sono intervenute diverse personalità, dal presidente della Regione Lombardia al sottosegretario Michela Vittoria Brambilla.
Siamo alla vigilia di una stagione turistica che si svolgerà nel pieno della crisi internazionale. Al Festival di Sanremo e altrove la regione presenta nuovi slogan come “Liguria terradamare”. Al BIT Genova proporrà agli operatori mondiali (150.000 circa) 6 diverse offerte turistiche sviluppate dall’Agenzia “In Liguria”. Lo stand della Regione occupa 600 mq di superficie. Al buy Italy, il core businness del BIT dove si vendono i “pacchetti turistici” proposti agli operatori internazionali, saranno presenti 50 operatori liguri. Tra i 1759 operatori stranieri che hanno chiesto di incontrare i rappresentanti liguri, la maggioranza è costituita da tedeschi e nordamericani.
In linea con la modaiola (e un po’ noiosa) tendenza delle vacanze enogastronomiche, la regione proporrà “Sapori e profumi di Liguria”. Speriamo che non si dimentichi il centro dell’offerta: la qualità del mare, il verde, i servizi, la sicurezza, la vicinanza con l’Europa del nord.
Offre qualche speranza la lettura dei dati relativi ai flussi turistici del 2008. Infatti i turisti stranieri in Liguria l’anno scorso aumentati del 5,05%. Secondo la società di statistica Mercury, che realizza il Rapporto sul turismo italiano, in Italia invece le presenze di clienti stranieri nel 2008 sono diminuite del 4.1%.
Del resto la creatività degli imprenditori locali comincia a rivedersi, dopo i fasti degli anni ’60. Ad esempio nelle acque del Parco marino di Portofino si avvierà il primo esempio mondiale di cantina sotto il mare. L’esperimento prevede il trasferimento di 6000 bottiglie di “bianchetta di Verici” a 70 metri di profondità, dove il buio e la temperatura costante di 15 gradi restituiranno un sapore nuovo al vino. L’idea si ispira al ritrovamento di navi romane naufragate sulle coste liguri, che erano piene di olio e di vino.
 
Le note negative provengono dalla gestione politica del PD.
Un sondaggio Euromedia Research di questa settimana conferma anche per la Liguria le tendenze emerse in Sardegna, col PD indirizzato verso il naufragio e il PdL come nuova guida per la Regione, con cinque punti di vantaggio (46,2% contro il 41,1% del PD).
Molte critiche sono indirizzate nei confronti della giunta regionale, accusata di farsi autopromozione con 1,2 milioni di euro spesi tra spot, pubblicità su giornali e manifesti, il che, secondo le critiche, indirizza a favore del PD i media, a spese dei cittadini.
I problemi concreti sono altri: Genova dovrebbe essere bypassata da due passanti autostradali, chiamati “Gronda di ponente” e “Gronda di Levante”. Sulla gronda di ponente si sono scatenati i soliti rituali della sinistra indecisa a tutto, col PD intento a trarre vantaggi, e con i verdi intenti a ribadire il loro no a ogni infrastruttura utile a dare ossigeno all’economia e, in definitiva, all’ambiente.
In effetti è vero che il tracciato cancellerà da 200 a 400 case, che saranno soggette ad esproprio indennizzato. Ieri sera si è svolto un dibattito pubblico sul tema, a Villa Spinola (Genova Cornigliano). Ma ieri mattina i verdi hanno organizzato una conferenza pubblica nella quale hanno bocciato senza appello ogni ipotesi del passante autostradale. In alternativa però cosa propongono, il nulla o un tunnel sotto il mare?Articolo su L'Opinione, qui in PDF.

Come si vede dalla cartina, la Gronda di levante parte da Chiavari, tagliando fuori Sestri Levante e Casarza. Dovrebbe invece partire da Casarza ligure (zona Battilana o più verso il mare), se no è un disastro. Come mai nessuno si è mosso a tal proposito, tra maggioranza e opposizione?

01_TRACCIATO COMPLETO SUBALVEO

postato da: sestrilibera alle ore 14:59 | link | commenti
categorie: amministrazione, elezioni, traffico
martedì, 17 febbraio 2009

Addio a Luigi Panero "Baciollo"

Un altro pezzo di Riviera se ne va. Era una persona ammodo, un galantuomo e un eccellente imprenditore.
Condoglianze alla famiglia da parte di tutti. R.I.P.

Peccato,abbiamo perso un amico e una persona piena di dignità. R.

Il mondo dell'imprenditoria di Sestri Levante piange una delle sue figure più note e benvolute. Ieri pomeriggio, nell'ospedale cittadino dove si trovava ricoverato a seguito di una crisi cardiaca, è morto Luigi Panero, 79 anni, più conosciuto in tutto il comprensorio come "Baciollo", il soprannome derivatogli dal locale che aveva aperto con la moglie Maria Luisa nel lontano 1960 e subito diventato in tutto il Tigullio e non solo, principale punto di riferimento per gli amanti del gelato artigianale. Alla ricerca per migliorare, difendere e pubblicizzare questo prodotto tipico del made in Italy, Panero ha dedicato gran parte della sua vita, coadiuvato dall'inseparabile moglie e successivamente dalle figlie Maurizia e Donatella che con i rispettivi mariti Mauro Tassano e Costante Malatto stanno calcando da qualche anno le orme dei genitori. La professionalità e l'impegno profuso nel suo lavoro, hanno portato spesso il patron del Baciollo alla ribalta nazionale e internazionale, sia per le benemerenze acquisite nella difesa del settore (fu lui a fondare il sindacato dei gelatieri artigianali), sia e soprattutto per merito della bontà, della qualità e delle innovazioni del suo gelato, che gli hanno fruttato numerosi premi e riconoscimenti ad ogni livello. Da ricordare, tra le ultime proposte che Luigi Panero ha elaborato prima di ritirarsi dall'attività, i gelati alla menta bianca e al basilico, due scommesse vincenti che gli sono valse altrettanti primi premi nelle manifestazioni nazionali del settore.

L'attività e il costante impegno profusi nei settori commerciale, artigianale e turistico, gli erano valsi negli anni '90 la nomina a Cavaliere della Repubblica e alla presidenza dell'Apt Tigullio, durante la quale riuscì anche a portare a Sestri Levante una tappa del Giro d'Italia. Ma a piangere Luigi Panero c'è anche il mondo dello sport e in particolare i tanti soci del Genoa club Sestri Levante, il sodalizio che da appassionato tifoso del Grifone aveva fondato con un gruppo di amici agli inizi degli anni '70 e di cui fu attivissimo presidente per oltre 20 anni, fino a quando i primi disturbi coronarici gli fecero passare la mano. Eletto presidente onorario, ha comunque continuato sempre a seguire e commentare (fisso l'appuntamento del lunedì mattina con gli amici di sempre) le alterne vicende del Grifone. Poi ad aggravare il suo stato di salute, la perdita nel marzo scorso dell'adorata consorte. Un dolore fortissimo che il cuore di Panero non è stato in grado di superare e che ieri pomeriggio ha avuto il sopravvento, aprendo un'altra profonda ferita nell'animo delle figlie, dei generi, degli adorati nipoti Francesco, Federico, Enrico, Marta, Alessandro, Giovanni, di tutti i parenti e dei tantissimi amici che lo hanno sempre stimato ed amato. I funerali avranno luogo domani alle 15 nella parrocchia di S. Maria di Nazareth. (S. Pistacchi, Il Secolo XIX)
postato da: sestrilibera alle ore 19:34 | link | commenti
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